01/03/2026
Novoli, Teatro Comunale.
Domenica 1 marzo il percorso dei Teatri del Nord Salento fa tappa a Leverano e Novoli con una doppia proposta che attraversa generazioni e linguaggi, confermando la vocazione del progetto promosso da Factory Compagnia Transadriatica, in collaborazione con BlaBlaBla, a costruire comunità attraverso lo spettacolo dal vivo. Dal teatro ragazzi alla drammaturgia contemporanea, la giornata intreccia danza, parola e nuove scritture per raccontare la libertà di essere sé stessi e interrogare, con sensibilità e profondità, i legami che ci tengono insieme.
Alle 20:45 (ingresso 10 euro - ridotto 8 euro) al Teatro Comunale di Novoli la stagione Per un teatro umano ospita Come nei giorni migliori, produzione del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale. Brillante opera prima del giovane drammaturgo Diego Pleuteri, diretta da Leonardo Lidi, considerato tra le voci più interessanti della nuova regia italiana, lo spettacolo – definito «di una bellezza disarmante» da klpteatro.it – vede in scena Alessandro Bandini e Alfonso De Vreese, finalisti al Premio Ubu 2023 come miglior attore o performer under 35. Come nei giorni migliori racconta una coppia nella sua quotidianità: dialettica, incomprensioni, piccoli scontri e tutto ciò che costruisce la vita di due persone che si amano. Un Romeo e Giulietta senza balcone. Due ragazzi qualunque, un A e un B di novecentesca memoria, che si incontrano e faticano a separarsi. Chiamandosi per gioco con altri nomi, in un immaginario ludico che intreccia riferimenti cinematografici e teatrali, i protagonisti interrogano il pubblico tra identificazione e ironia. In uno spazio scenico essenziale e svuotato, la regia trasforma le parole di ogni giorno in un teatro vivo e palpitante, dove ciò che conta non è chi siano i due amanti, ma le loro anime dentro un sentimento inesplorabile fatto di gesti minimi, avvicinamenti, fratture, gioie e dolori. «Due ragazzi, in Italia, nel 2023, invece di sottolineare le forze individuali si lasciano andare al concetto di insieme», sottolinea il regista Leonardo Lidi. «Ma è ancora possibile concepire l’idea di amore e di famiglia come quaranta, trenta, dieci o due anni fa? Si scontrano su questo, giocano a paddle con il cuore, rimbalzano e si perdono, confondono i sentimenti, si lasciano e si ritrovano, si mischiano, si tradiscono e si chiedono: “È ancora possibile essere una coppia?”. La fiducia genera fiducia. Basta provare».
