15/03/2026
Corigliano d'Otranto, Laboratorio Urbano.
Domenica 15 marzo (ore 20:30 | contributo associativo 6 euro) il cantante, chitarrista e bouzukista Emanuele Licci, voce e musicista del Canzoniere Grecanico Salentino e dei Ghetonìa, accompagnerà il pubblico dentro l’universo di Buena Vista Social Club, omaggio a una musica capace di attraversare generazioni e confini. Pubblicato il 16 settembre 1997 dalla World Circuit Records, è l’unico album in studio del collettivo cubano, prodotto dal chitarrista statunitense Ry Cooder. Nel 1996 l’etichetta londinese organizzò le sessioni che diedero vita a un disco destinato a diventare un classico mondiale, con oltre otto milioni di copie vendute. Nato dal sogno di Juan de Marcos González e Nick Gold di riportare in vita la musica cubana degli anni ’40 e ’50 con i suoi protagonisti originali, il progetto – registrato in presa diretta in soli sette giorni – riunì artisti straordinari come Ibrahim Ferrer, Omara Portuondo, Rubén González, Eliades Ochoa e il leggendario Compay Segundo, il più anziano del gruppo. Come ricordò Ry Cooder, «l’intero album ruotava attorno a lui. Era il fulcro, il punto di equilibrio. Conosceva tutte le canzoni migliori e il modo giusto per suonarle. Del resto, le suonava fin dai tempi della Prima guerra mondiale». Il successo internazionale, cresciuto grazie al passaparola e amplificato dal documentario di Wim Wenders (1999), trasformò il disco in un fenomeno globale e contribuì alla riscoperta della tradizione musicale cubana. Dopo l’uscita dell’album, il gruppo intraprese un breve ma memorabile tour con concerti ad Amsterdam e alla Carnegie Hall di New York nel 1998. Tra le sue esperienze, Emanuele Licci è stato per molti anni componente dell’Orchestra della Notte della Taranta, collaborando con numerosi artisti e direttori internazionali. Ha partecipato anche all’edizione 2006 del Concertone di Melpignano, quando sul palco arrivarono proprio i Buena Vista Social Club, in un incontro simbolico tra la tradizione salentina e quella cubana. A distanza di anni, quel dialogo tra Sud del mondo ritorna in forma intima e raccolta. Non più il grande palco davanti a migliaia di persone, ma un racconto dove le storie delle canzoni si intrecciano ai ricordi personali.
